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marted́ 26 febbraio 2008

Il Festival dell'Austerity finisce nella C.A.C.C.A.. La battutaccia si giustifica così: nasce, infatti, il movimento della "Canzone d'Amore Contro la Canzone d'Autore", promosso da un avvocato civilista di Venezia, il dottor Porfirio Rubirosa.
"Il nostro è un movimento popolare", dichiara a Libero l'Avvocato Rubirosa, "volto a rivendicare il diritto alla frivolezza della canzone italiana. Perché, continuando a canta canzoni impegnate e politicamente corrette, si perde la vera funzione sociale della canzone: essere la colonna sonora degli innamoramenti, delle limonate in discoteca, delle camporelle. Baudo non ha fatto altro che presentare questo Festival come quello dell'impegno soicale. Ebbene oggi a Sanremo terrò un comizio ogni ora muovendomi dal teatro Ariston verso tutte le piazze principali di Sanremo. Verrò accompagnato dalla mia clac...".
Già, ma quali saranno le vostre istanze? "Riformare il Festival in 10 mosse fondamentali. Gliene anticipo alcune: le quote-sole, vale a dire rilanciare al Festival le canzoni che hanno contenuti spiaggeschi, di sole e ombrellone, sulla falsariga di Vamos a la playa; reinserire le esibizioni in playback in modo che anche i mediocri possano esibirsi senza il timore di steccare; reinserire la rima classica della canzone popolare cuore-amore; infine inibire tutti i raduni della canzone d'autore dal 3 di novembre alla data di inizio del Festival. Così il Club Tenco lo possono fare il 2 novembre, il giorno dei morti...".
Si registrano già le prime adesioni. Se ne annunciano altre e molto prestigiose nelle prossime settimane per sottolineare la filosofia della C.A.C.C.A..

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