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giovedì 17 agosto 2006
San Donà - Il suo nome è Giovanni Albanese, fa l'avvocato a San Donà, ma il mondo della musica internazionale, soprattutto negli Usa, lo ha scoperto come Porfirio Rubirosa.
La rivista americana Rolling Stone gli ha dedicato già una recensione, nella quale il vice direttore in persona, Joe Levy, lo definisce un mix fra Chubby Checker e Austin Powers. Giovanni, alias Porfirio Rubirosa, ti guarda stupito con gli occhi di un trentenne avvocato che la notte smette i panni del rigido civilista, per indossare lo smoking e, con l'inseparabile bastone da passeggio, cantare il genere musicale che lo sta facendo sfondare, lo "Spaghetti Surf". Musica anni Sessanta, quella di Edoardo Vianello o Nico Fidenco, opportunamente rivisitata e interpretata per adeguarla ai nostri giorni.
Il suo ultimo Cd si intitola Fresco e Spumeggiante ed è già un successo, con pezzi come Pedalò e la Buccia di banana che in America si ballano già nelle spiagge di Miami.
Ecco Giovanni, in maniche di camicia seduto alla scrivania del suo studio davanti al Duomo. Sembra quasi uno studente all'ultimo anno di università quando non indossa l'abito di scena e gli occhiali scuri alla Rocky Roberts.
Racconta la sua storia di ragazzo di provincia, con lo sguardo rivolto all'affascinante passato e alle atmosfere della musica italiana di quarant'anni fa. "Questa è la musica dei miei genitori - spiega - quella che mi facevano sentire da bambino e che non mi ha più abbandonato. Io non credo di essere così famoso, ma certo non è facile avere una recensione su Rolling Stone in America. Così è nato lo spaghetti surf. Io suono chitarra e pianoforte, ho iniziato a cantare il 19 febbraio del 2005, al Leiten Club, poi sono arrivato all'Alpheus di Roma, al Jungle Sound di Milano, al Bandiera Gialla di Rimini".
"La band che mi accompagna - continua - si chiama Sessantamidatanta ed è formata da giovani del Veneziano e del Trevigiano che mi seguono in quest'estate piena di appuntamenti. Siamo stati tra gli altri avvenimenti al Marghera Village e al San Vito Music Festival. Porfirio è il mio nome d'arte e si ispira al celebre playboy degli anni '60 che fu amante tra l'altro di Za Za Gabor e morì a Parigi, in un incidente stradale".
Giovanni-Porfirio si aggiunge così ora ad una schiera sempre più folta di sandonatesi che sono diventati famosi nel mondo per le loro doti e invece sono quasi sconosciuti nella loro città. (g.ca.)
 

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