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marted́ 30 maggio 2006

Rubirosa, l'avvocato-cantante
"Faccio musica per casalinghe"

"Faccio musica leggera per casalinghe". Giovanni Albanese, avvocato-cantante 30enne di San Donà di Piave, è un caso. Persino la rivista Rolling Stone se n'è accorta.

"La mia musica leggera per casalinghe"
Porfirio Rubirosa, di giorno avvocato e di sera cantante
Il personaggio: Veneziano di San Donà, ha ricevuto i complimenti dalla rivista "Rolling Stone"

Negli anni Cinquanta si fece una fama mondiale a causa delle sue storie d'amore con attrici come Ava Gardner, Zsa-Zsa Gabor, Veronica Lake, Jane Mansfield, Marilyn Monroe, Kim Novak. Una delle sue frasi storiche rimane: "Lavorare? Lo farei, se ne avessi il tempo". Un personaggio mitico, insomma, che Fred Buscaglione all'epoca riprese dedicandogli una canzone (lato B di "Che Bambola") ma facendolo lavorare alla Viscosa. A questo mondo fatto di ironia e di cuori strapazzati si è ispirato xxxxx xxxxx, avvocato 30enne di San Donà di Piave che da un anno ha messo in piedi una band, fatto un disco e suonato in una lunga tournée (stasera al "Tam Tam" di Mira). Il tutto sotto il segno di Porfirio Rubirosa. Questo il nome del mito e questo anche il nome d'arte che si è scelto.
Che musica suona?
"Housewife Music, un genere perfetto per le casalinghe: melodico, spensierato, allegro".
Ossia?
"Una sorta di Beat-Pop. Ha presente le sonorità dei gruppi italiani da spiaggia anni Sessanta? Ecco, giusto quelle".
Chi l'ha ispirata?
"Come le dicevo, sono stati i protagonisti di quelle stagioni meravigliose ad avermi affascinato: Edoardo Vianello, Nico Fidenco, Giuliano e i Notturni. I magici anni Sessanta non li ho vissuti in prima persona ma mio padre, grande appassionato, mi ha cresciuto con queste melodie".
Cosa continua ad affascinarla di questo genere?
"Il fatto che non ci sia mai una pretesa diversa, più alta, più nobile, dalla semplice voglia di divertire. Quello che non sopporto è l'artista che fa l'artista".
Lei si sente un artista?
"Anche. Ma in primis sono un avvocato civilista del foro di Venezia. Specializzato in diritto sportivo".
Un periodaccio...
"In effetti. Però mi sollevo con la musica, diciamo che compenso".
Come riesce a far coincidere i due impegni?
"Non è facile. Anche se, le dirò, mi è utile avere queste due facce. Ai concerti ho trovato anche clienti da assistere...".
Nata prima la passione per l'avvocatura o quella per la musica?
"La seconda c'è da sempre. Ho studiato per far piacere ai miei: questa è la resa dei conti con il mio passato".
Qual'è il nome del suo primo disco?
"Assieme ai Sessantamidatanta (nome della band ndr) abbiamo registrato l'anno scorso l'album Fresco e Spumeggiante. Il singolo invece s'intitola Pedalò".
Ne hanno parlato bene in tanti...
"Già già. La cosa che più ci ha sorpreso però è stata la recensione positiva di Joe Levy, vicedirettore della mitica edizione americana di Rolling Stone. Ci ha definiti una "combination" tra Austin Powers e Chubby Checker. Ancora non ci credo, anche se il ritaglio del giornale lo vedo ogni giorno, appeso in bella vista".
Attenzione a non montarvi la testa.
"Mai. Il nostro obiettivo sarà sempre quelo di piacere alla casalinga bigodinata. Nessuno pensa più a loro nel mondo della musica".

Massimiliano Cortivo

 

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