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luned́ 29 maggio 2006

Porfirio Rubirosa

e i Sessantamidatanta

Jeanpaul Jeanpaul chitarrista;
Tonino Gargiuso Garrone piano;
Manfred Blucher batteria;
Rudolph Blucher basso.

Discografia: 2005 -

"Fresco e SPumeggiante" (La stanzetta, Musical Box)

Biografia:

Il famoso playboy Porfirio Rubirosa (in realtà all'anagrafe xxxxx xxxxx, un trentenne sandonatese di professione avvocato) è tornato in vita. Dopo anni di ibernazione il bellimbusto, una delle ultime incarnazioni di dandy che aveva vissuto a cavallo fra gli anni cinquanta e sessanta, tora così alle luci della ribalta. E per riprendere a fare strage di cuori ha scelto, accompagnato dal gruppo Sessantamidatanta (formato da quattro jazzisti), la canzone italiana anni '60: brillantina, pizzetto, completo nero, una gardenia bianca all'occhiello e bastone nero; si presenta così al suo pubblico.

Presentazione:

"E' arrivato il momento per Porfirio di stravolgere il mondo della musica: il mito ora rivive e regala il brivido di ritornare nel 1965. Nel frattempo sono trascorsi quarant'anni ma classe, raffinatezza, savoir faire non hanno età. La caratteristica di rilievo dei miei pezzi è che non sono testi impegnativi e importanti: il mio scopo è stato creare un album di canzoni semplici e leggere. La mia è una composizione senza particolari ricerche stilistiche, una sorta di "cara e buona vecchia musica italiana". Non sono un poeta, e non scrivo versi; i pochi veri cantautori sono stati uomini come Piero Ciampi e Fabrizio De André".

Sito internet: www.porfiriorubirosa.it

"PL&M" ha voluto sapere qualcosa di più sul "mistero" di Porfirio Rubirosa, ed ha intervistato il diretto interessato. Partiamo dal nome. A cos'è dovuta questa scelta?

"Porfirio Rubirosa è il mio nome di battesimo. Ti confesso, mio interlocutore - spiega con un linguaggio che diventa subito tra l'aulico e l'ironico -, di aver udito nelle stanze dei bottoni che abitualmente frequento di un mio omonimo, playboy ed appassionato di bolidi a quattro ruote, ma francamente non ho mai prestato troppa attenzione a cotali dicerie (in realtà era stato Fred Buscaglione nel 1965 insieme a Leo Chiosso a dedicare il brano "Porfirio Villarosa" ndr). Ai più, forse, il mio nome potrà sembrare anacronistico. Vi invito però a considerare che sono nato nel 1936 in Argentina - a Buenos Aires, da genitori italiani -; e se tuttora mantengo un aspetto fresco e spumeggiante, la causa non va attribuita al fatto che ho scoperto il segreto di Gianni Morandi bensì perché sono rimasto ibernato dal 1965 al 2004 per salvarmi da una patatina avvelenata che mi era stata somministrata durante un aperitivo".

E quasi fosse stato portato indietro l'orologio del tempo di quarant'anni, i brani musicali (tutti originali) ricalcano davvero le modalità compositive dell'epoca: gran giri di do e testi privi di contenuti profondi, ricostruendo un'atmosfera frivola e spensierata, ispirata a vari brani di Edoardo Vianello, Gianni Meccia, Giuliano e i Notturni, Rocky Roberts. Musica stile anni '60, ma originale. Com'è nata e di chi è stata quest'idea?

"Le dodici tracce di cui è composto il mio album, "Fresco e Spumeggiante" (Ed. La Stanzetta, distribuzione Musical Box) sono state scritte tra il 1961 e il 1964, prima che le case discografiche, timorose che con il mio Lp saltasse il banco del mercato musicale, mi avvelenassero. Sono stato salvato solo dal tempestivo intervento di mia madre, venendo ibernato e rimanendo nella mia condizione di calippo fino a che non fosse stata trovata la cura".

Le canzoni, molto semplici ed orecchiabili, hanno titoli esplicativi quali "Pedalò" (con la regia di Massimo Casagrande ne è stato tratto pure un videoclip, e per la scelta della protagonista femminile - mediante provini - Porfirio ha "provveduto personalmente"), "Il sorbetto", "La buccia di banana", "Toboga twist". Come avviene il loro processo compositivo?

"I brani parlano di sole, mare, pedalò, sorbetti, falò, limonate a spatoletta e a rotazione, pomata, lacche, lacché, mobilio da giardino. In buona sostanza, pregiatissimo amico, si tratta di cara buona vecchia canzonetta all'italiana, o, se preferisci, di house(wife) music: la musica da casalinghe bigodinate. Quando sento il bisogno di comporrre, mi reco nella mia piccola magione che posseggo in Bretagna con la mia band Sessantamidatanta, la mia segretaria Zdenka, la mia estetista Zabriska, la mia cuoca Donatella, e la mia bodyguard Krugerpritz. Faccio portare il mio pianoforte a coda sulla battigia, indosso il mio smoking bianco, e, rigorosamente scalzo, comincio a suonare, cullato dal rumore del mare, assieme a Jeanpaul, Rudolph, Tonino e Manfred. Così nascono i nuovi brani"

La vostra musica è senza dubbio originale, lo si è detto. Dovendo però indicare un "percorso" formativo, a chi vi ispirate e quali sono gli artisti che più influenzano (o hanno influenzato) la vostra musica?

"Il mio mentore, guida spirituale e padre ispiratore di tutti i miei brani resta il mio compianto nonno Lando Rubirosa, a cui devo davvero tutto... e anche di più!"

Anche se, ad onor del vero, "qualcosina" Porfirio lo dee pure a altri: la canzone "lI ladro di fidanzate" nei testi ricalca "Fatti mandare dalla mamma" di Gianni Morandi, "Twist o mai più" ha il ritornello musicale (e non solo!) della "Saint Tropez Twist" di Peppino Di Capri. Decisamente originale, invece, resta l'allestimento dei concerti. Spiega ai lettori: perché sono da non perdere?

"Perché ai nostri concerti puoi contemnporaneamente ballare, ridere e rimorchiare. Tre cose in una, dunque: proprio come gli ovetti Kinder!".

Dove si può trovare (eventualmente acquistare) la vostra musica?

"L'album d'esordio di Porfirio Rubirosa e i Sessantamidatanta, edito da La Stanzetta (www.lastanzetta.com) è distribuito da Musical Box e può essere acquistato nei numerosi negozi di dischi convenzionati. In alternativa, è possibile ricevere direttamente a casa una copia del prezioso oggetto visitando il sito www.porfiriorubirosa.it, e seguendo le istruzioni ivi riportate".

Padova offre le giuste occasioni - locali, serate, etc. - o pensate sia un po' "carente"?

"La città mi piace, i locali per la musica dal vivo non sono forse moltissimi, ma alcuni sono davvero di ottima qualità.Se per Padova si intende anche l'hinterland, ci è capitato di ricevere, in alcuni casi, delle accoglienze veramente eccezionali. Del resto, considerato che ogni nostro spettacolo è un incitamento alla "limonata", l'entusiasmo di solito è alle stelle. Anche a Padova!".

Una provocazione: la pirateria musicale. Non pensate che abbassare i prezzi dei cd favorirebbe la sua scomparsa?

Personalmente credo che i Cd dovrebbero essere distribuiti gratuitamente, o quasi (e se lo prendessimo in parola? ndr). La vera dimensione del musicista infatti è quella live, e ritengo sarebbe giusto che i dischi fossero finalizzati esclusivamente a far conoscere ad un pubblico quanto più esteso possibile la sua musica. Se questo obbliga il musicista, per sopravvivere, alla necessità di suonare tutti i giorni dell'anno, ben venga: operai, impiegati, etc.lo fanno abitualmente e senza lamentarsi...".

Come vuoi salutare i nostri lettori e tuoi futuri ascoltatori?

"Fin da quando ero bambino, a Buenos Aires nel 1940, ho sempre sognato di essere letto da coloro che...sono arrivati al fondo di questa intervista. Arrivederci.

R&S.

 

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