Brillantina, pedalò, twist, ombrelloni, geghegè e pantaloni a zampa di elefante sono gli ingredienti principali dell'album d'esordio di Porfirio Rubirosa (pseudonimo che il cantante utilizza riferendosi allo stesso Porfirio Rubirosa, playboy degli anni '30, al quale Fred Buscaglione dedicò il brano "Porfirio Villarosa" scritto nel 1965 insieme a Leo Chiosso).
"Fresco e Spumeggiante", questo il titolo dell'album pubblicato lo scorso novembre da La Stanzetta Production, contiene dodici brani (nati dalla collaborazione tra Porfirio e i Sessantamidatanta, un gruppo di quattro jazzisti), notevolmente improntati alla musica italiana degli anni Sessanta: "La caratteristica di rilievo dei miei pezzi", ha spiegato il cantante a Rockol, "è che non ci sono testi impegnativi e importanti: il mio scopo è stato quello di creare un album di canzoni semplici e leggere. La mia è una composizione senza particolari ricerche stilistiche, una sorta di 'cara e buona vecchia musica italiana'. Non sono un poeta, e non scrivo versi. I pochi veri cantautori sono stati uomini come Piero Ciampi e Fabrizio De' André".
Effettivamente non si può affermare il contrario: un testo come quello del brano "Il ladro di fidanzate" ricorda in tutto e per tutto la canzone di Gianni Morandi "Fatti mandare dalla mamma" ("Volevo farti una sorpresa all'uscita della scuola", e ancora, "ti ho vista mano nella mano insieme a quel tale", e per finire "Gli cambio i connotati, lo prendo a randellate"), mentre la canzone "Twist o mai più" ha quasi lo stesso ritornello musicale, ma non solo, di "St. Tropez Twist" di Peppino Di Capri.
"Non penso di essere l'unico ad aver preso spunto da un genere musicale del passato", ha spiegato Porfirio, "Ci sono gruppi in voga adesso che suonano musica elettronica e ci parlano sopra, come già si faceva negli anni Settanta. Non considero il prendere spunto da un altre canzoni come un limite. Quello che invece mi spaventa è la ricerca forzata dell'originalità, lo scrivere per forza pezzi strani per essere unici".
Porfirio Rubirosa e i Sessantamidatanta si sono già esibiti diverse volte dal vivo: "Considero il momento live come un vero e proprio show. Non mi limito a suonare e cantare", ha precisato l'artista, "Sul palco salgono anche persone che non hanno nulla a che fare con il gruppo, ma che invece recitano: fingono di essere i cattivi che devono sconfiggermi".
"Non mi aspetto grandi cose da questo progetto", ha concluso Porfirio, "So come gira il mondo delle etichette discografiche, e non pretendo molto. Mi piacerebbe solo che la gente ascoltando i miei brani possa sorridere, divertirsi,...e soprattutto ballare". Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito web www.porfiriorubirosa.it.
(Daniela Calvi)
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